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Uxo Specialist

 

Specialista certificato in EOD/IEDD, CBRN, esplosivistica civile, pirotecnia e Human-Risk Management, con esperienza maturata in contesti civili e militari ad alta complessità. Il mio  lavoro integra competenze operative, conoscenza normativa e capacità  tecniche. Collaboro quotidianamente  con  tecnici e specialisti  della sicurezza ambientale, dell'archeologia e del mondo BCM.

 

 

Svolgo attività di:

 

valutazione del rischio bellico residuo (UXO/ERW);

 

consulenza esplosivistica  in ambito civile e peritale;

 

analisi e mitigazione del rischio; 

 

progettazione di percorsi formativi rivolti ad operatori impegnati in attività a rischio;

 

 

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La valutazione del rischio derivante da ordigni inesplosi 

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L’attività nasce dall’esigenza di offrire un approccio rigoroso e multidisciplinare alla valutazione ambientale, del rischio bellico residuo (UXO/ERW)    sia a terra che in acqua. 

L’esperienza maturata in contesti civili e militari ad alta complessità ha permesso di sviluppare un metodo di lavoro fondato su analisi tecniche, conoscenza normativa e capacità di tradurre i risultati ottenuti  in procedure chiare e applicabili per il responsabile della sicurezza.

 Risultati  che si trasformano in un risparmio valutabile intorno al 90% della porzione di aree da indagare  con un ritorno economico non indifferente.

 

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RISCHIO ATTENTATI E D.V.R.

 E’ IL MOMENTO DI FARE CHIAREZZA

 

 

 

 

Quando si parla di DVR, molte aziende continuano a muoversi dentro un perimetro rassicurante: cadute, rumore, movimentazione carichi, sostanze pericolose. 

Tutto ciò che esce da questo schema viene percepito come “eccezionale”, quasi estraneo alla vita aziendale. E così il rischio attentati  che comprende, incendi dolosi , esplosivi, atti intimidatori e violenze intenzionali,  rimane spesso fuori dalla valutazione. Eppure la normativa non lascia margini: l’art. 28 del D.lgs. 81/2008 impone di valutare tutti i rischi. La Commissione Interpelli (11/2016) ha chiarito che anche i “rischi generici aggravati” devono essere considerati. Il D.lgs. 231/2001 ricorda che l’omissione può coinvolgere l’ente. La Cassazione ha stabilito che il lavoratore può rifiutare la prestazione se mancano misure adeguate.

 

E non parliamo di scenari lontani. Dal 2023 ad oggi   imprese e amministratori hanno subito un vertiginoso aumento di tali atti; oltre il 30% con incendi.

A questo si aggiunge un contesto interno e internazionale sempre più instabile. Le tensioni geopolitiche, i conflitti, le crisi stanno generando movimenti di protesta autonomi, spesso spontanei, difficili da prevedere e talvolta sospesi tra la legittima rivendicazione e l’illegalità. In questo clima, nessuna azienda può davvero dirsi “non interessata”.

Basta avere:  collaborazioni con enti o imprese percepite come controverse, forniture o componenti provenienti da Paesi criticati,  prodotti considerati “non etici”, appalti pubblici o attività esposte al malcontento locale per diventare, anche involontariamente, un bersaglio.

Eppure, quando un’azienda decide finalmente di affrontare il tema, spesso commette un altro errore: si affida a professionisti molto titolati, ma con poca o nessuna esperienza reale sul campo. Titoli, certificazioni, master: tutto utile. Ma quando si parla di dinamiche criminali, incendi dolosi, esplosivi, comportamenti ostili, proteste radicalizzate, la teoria non basta. Serve esperienza concreta, capacità di leggere il territorio, conoscenza delle modalità operative reali.

Il risultato è che molte valutazioni del rischio attentati diventano documenti astratti, scollegati dalla realtà operativa. E soprattutto: non vengono integrate nel DVR, ma restano allegati isolati, senza connessione con procedure, ruoli, formazione, misure organizzative.

La sicurezza, invece, funziona solo quando è un sistema. Il rischio attentati non è un capitolo a parte: è un tassello che deve dialogare con tutto il resto: emergenze, logistica, comunicazione interna, vigilanza, formazione.

Inserirlo non significa creare allarmismo. Significa dimostrare che l’azienda ha pensato anche agli scenari estremi e ha predisposto strumenti per affrontarli. Significa responsabilità, trasparenza, tutela. Significa resilienza.

E significa, soprattutto, riconoscere che una valutazione efficace nasce dall’incontro tra competenza formale e esperienza concreta, perché solo l’equilibrio tra queste due dimensioni permette di leggere correttamente i rischi e di trasformarli in misure reali, applicabili e utili ed è per questo che  già, da tempo, abbiamo sviluppato una modalità di analisi di questo rischio che si integra con le esigenze aziendali 

Per informazioni, richieste di valutazione, consulenze tecniche o supporto operativo, è possibile utilizzare i recapiti indicati di seguito. L’attività fornisce assistenza a enti pubblici, imprese, professionisti e operatori impegnati in contesti a rischio, garantendo riservatezza, rapidità di risposta e un approccio tecnico basato su evidenze.

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